THE MAGIC OF SHELLS : NEW  TECHNIQUES IN MEDIEVAL LUTHERIE

THE MAGIC OF SHELLS : NEW TECHNIQUES IN MEDIEVAL LUTHERIE

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THE MAGIC OF SHELLS : NEW  TECHNIQUES IN MEDIEVAL LUTHERIE

LA MAGIE DES COQUILLES: DES NOUVELLES TECHNIQUES POUR LA LUTHERIE MEDIEVALE

LA MAGIA DELLE CONCHIGLIE: NUOVE TECNICHE PER LA LIUTERIA MEDIEVALE

English

This is just an image to show new ideas about medieval techniques of Lutherie. It is a sort of revolution in stringed instruments making. Left aside Violin or Guitar like techniques, that are not suitable for medieval handicraft, and discarding even “chantournage” technique, not at all philological, we have only to ways to obtain the instrument: carving the body-neck block in one piece, then adding the sound board, or carving the whole block including sound board, adding the back. We can observe the first method used in Citterns as British Museum’s and Met, NY and Gittern found in Poland or in Caterina de Vigris’s Viella (Bologna), while the second one is used in Irish harps (Trinity College, Dublin). In folk instruments making we find the same  techniques, the first one widespread through Asia and Northern Africa, to make all kind of plucked and bowed instruments, often with skin sound board, while the second one can be observed in British Clarsach, Norwigean Langeleik and Finnish Kantele, the last two sometimes without the back, as they were used lying them  on a table (H.Panum, Stringed instruments of the middle ages.London,Reeves,1971)  You must use the first method to make round back instruments like Gittern, Rebab and Rebec, of course,  while in my opinion one should use the second one to make flat back instruments as Harp, Psaltery, Viella and Cittern. The reason is that since the most important part of the instrument is the sound board, the first attempt the medieval luthier should make, whenever possible, is to give unity to the block - neck, sides, sound board- leaving the back as the last piece to be added at the end. This idea is suitable both for plucked instruments and bowed instruments as well, since Viellas had no soundpole at the time. I made two Viellas with this method: one from a XII century sculpture in Graville Abbey (Le Havre) and another one from a XIV sculpture in Nicosia Cathedral (Enna). The body of the first one is of Pine, the back of Beech, the body of the second one is carved out a Spruce plank, the back is of Cypress.  Both instruments without soundpole have a bright lively sound. Then I made three Psalteries from Chartres cathedral: the upper part carved from one piece of Poplar, the back of Beech and one of them of Pine. These instruments have brilliant and lively sound too, and rich resonances. Eventually, many luthiers nowadays think that Spruce sound board was not used during the Middle Ages: this could be an additional reason to make the instruments with the “upside-down” method. Experiments on Cittern will complete my demonstration.

https://www.youtube.com/watch?v=S35WneRycw4

 

Francais

La coquille est un point de depart pour  ma reflection autour des techniques de la lutherie medievale. On a abandonné de très long temps la technique moderne (Violon, Guitare)  dans la réconstitution des instruments à cordes du Moyen Age. La technique du “chantournage” n’est pas philologique. Donc nous restent deux voies pour faire l’instrument: creuser le manche et la caisse dans un seul morceau de bois et après ajouter la table d’harmonie, ou creuser le manche, la table d’harmonie et les cotés dans un seul morceau et à la fin ajouter le fond. Les Citoles du British Museum et du Met NY, la petite Vielle de Caterina de Vigris (Bologna) et le Gittern du XIV siècle  retrouvé en Pologne sont faits avec la première technique, tout comme les instruments traditionnels d’Asie et du Nord de l’Afrique, souvent avec des tables d’harmonie en peau.  Les Harpes du Trinity College (Dublin), XV siècle,  sont faites avec la deuxième technique, tout comme les Langeleik de Norvège et le Kantele de Finland (H.Panum, Stringed instruments of the middleages, London,1971). S’il  est necéssaire travailler dans la première facon pour faire des instruments au fond courbe, comme le Gittern, le Rebab, la Rebec,  dans les instruments au fond plat comme la Harpe, le Psalterion, la Citole et la Vielle,  on pourrait bien renverser le processus, l’élément le plus important étant la table d’harmonie, creé avec le manche et les cotés dans un seul pièce, en recevant le fond à la fin. On ajoute aussi deux observations faites par plusieurs luthiers: jusqu’au XVI siècle on n’avait pas d’ame dans les instruments à archet et les tables d’harmonie n’étaient pas forcément en Epicea. Donc est particulierement interéssant essayer la construction des instruments à cordes du Moyen Age de cette facon. J’ ai construit trois Psalterions en creusant la partie supérieure dans le Peuplier et le fond en Hetre ou Pin. Le son est particulierement clair et riche d’harmoniques. J’ai fait deux Vieles ovales (Graville et Nicosia) avec le corps en Pin et Sapin et les fonds en Hetre et Cyprés, pas d' ame, le son étant vif et clair. Maintenant je suis en train d’ essayer ma technique en faisant quelque Citole.

https://www.youtube.com/watch?v=S35WneRycw4

 

Italiano

Con questo paragone intendo presentare una nuova ipotesi sulla tecnica costruttiva nel campo degli strumenti a corda del Medioevo. In pratica si tratta di un ribaltamento rispetto ai procedimenti usati finora. Se la tecnica di assemblaggio dello strumento in pezzi separati: fondo, fasce, tavola, manico è stata da tempo abbandonata, poiché considerata non filologica, anche la tecnica chiamata “chantournage” non  sembra essere documentata storicamente e quindi da accantonarsi. I procedimenti rilevati dall’esame degli strumenti sopravvissuti sono due: scultura dell’intero corpo dello strumento dal massello con aggiunta di tavola armonica  e scultura dell’intero corpo con aggiunta del fondo. La prima tecnica si vede applicata nelle Citole (British Museum, London; Met, NY) , nel Gittern trovato in Polonia e nella Viella di S.Caterina de Vigris (Bologna), la seconda nelle Arpe irlandesi (Trinity College, Dublin). Esaminando la liuteria di tradizione osserviamo che il primo procedimento è ampiamente usato in tutta l’Asia e nel Nord Africa per costruire ogni tipo di strumento a corde pizzicate o ad arco, con tavole armoniche per lo più in pelle. Il secondo procedimento si riscontra nelle Arpe tradizionali del Nord Europa (Clarsach) e nelle cetre da tavolo scandinave come Langeleik e Kantele. Per gli strumenti a fondo bombato - Gittern, Rebab, Ribeca - il primo procedimento è irrinunciabile; per gli strumenti con fondo piatto –  Arpa, Salterio, Citola, Viella -  credo sia preferibile il secondo. La ragione nasce come risposta a una domanda: qual è in questi strumenti la parte più caratterizzante? Certamente la cassa bombata negli strumenti del primo gruppo, in cui talora troviamo anche tavole armoniche in pelle. Nel secondo gruppo invece sia la tavola sia il fondo sono piatti o lievemente convessi, dunque bisogna identificare quale sia la parte determinante per la formazione del suono, tenendo conto che la tavola armonica ha il principale ruolo vibratorio e il fondo quello di semplice riflessione. Questo vale a maggior ragione negli strumenti a corde pizzicate, ma anche nelle Vielle, dove ancora l’anima non andava a congiungere le due parti della cassa. Quindi si può credere  che il costruttore, volendo dedicare un’attenzione speciale alla formazione del suono, prediligesse lavorare con grande cura al blocco: manico, tavola armonica, fasce laterali, mantenendo in tal modo una vantaggiosa unità della struttura ai fini della migliore propagazione delle vibrazioni. Il fondo poteva essere lavorato a parte e applicato infine a chiusura della cassa. I riscontri pratici di questa procedura sono, come già detto, nei Clarsach,  in Kantele e Langeleik, (H.Panum, The stringed instruments of the Middle Ages. London, 1971). dove talora il fondo è mancante, perché lo strumento veniva poggiato su un tavolo di legno per essere suonato, e in alcuni esperimenti da me fatti su Vielle e Salteri. Ho ricostruito una Viella ovale da una scultura del secolo XII nell’Abbazia di Graville (Le Havre) e un'altra da una scultura del secolo XIV nella cattedrale di Nicosia (Enna). Nel primo caso ho utilizzato Pino silvestre tagliato di quarto per il corpo e Faggio per il fondo, nel secondo Abete bianco tagliato di quarto per il corpo e Cipresso per il fondo. In entrambi gli strumenti non è inserita l’anima. I risultati sono stati più che soddisfacenti, in particolare osservo che vengono esaltate le frequenze acute e medie, evitando la timbrica cupa che spesso ho sentito in questi strumenti. Ho poi costruito tre Salteri dalla cattedrale di Chartres, tutti  con Tavola e fianchi in Pioppo, due col fondo in Faggio, uno in Pino laricio. Anche questi strumenti hanno dimostrato sonorità brillante e grande risonanza. Molti liutai dubitano che nel Medioevo si utilizzasse l’Abete rosso per le tavole armoniche, ragione di più per pensare che la mia attuale proposta sia opportuna e praticabile. Un esperimento sulla Citola completerà la serie delle dimostrazioni.

https://www.youtube.com/watch?v=S35WneRycw4

 

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Last modified on Thursday, 10 May 2018 18:48